10 regole assurde che solo in Giappone rischi di infrangere senza saperlo (la #7 ti lascerà senza parole!)

10 regole assurde che solo in Giappone rischi di infrangere senza saperlo (la #7 ti lascerà senza parole!)

Scritto da Andrea Tobanelli
Pubblicato il Maggio 29, 2025

Che paese meraviglioso e affascinante è il Giappone?! Una cultura millenaria ed uno stile di vita spesso lontanissimo dal nostro: chiunque abbia avuto la fortuna di viaggiare in Giappone sa quanto il loro modo di comportarsi in pubblico sia diverso dal nostro.

Basti pensare a come si fa una fila in Italia o peggio ancora Cina, dove la prima regola è infilarsi ovunque sia possibile o anche solo immaginabile. In Giappone sorprende l’ordine e la tranquillità con cui ci si mette in coda: che sia per salire su un treno o per entrare in un locale, tutto scorre con estrema calma ed educazione.

A partire dal 2022 il turismo italiano verso il Giappone è letteralmente esploso ed è oggi una delle mete (giustamente) più ambite, sia per le tante belle cose da fare e vedere, sia per il cibo (a mio avviso una delle cucine più buone al mondo).

Se stai pianificando un viaggio o semplicemente vuoi scoprire quanto sia diversa (e affascinante) la vita quotidiana nipponica, queste 10 regole ti stupiranno. Attenzione alla numero 7: è più comune di quanto immagini, ma in Giappone può essere vista come una vera offesa!

daigo ji kyoto
Il meravigliosi tempio Daigo-Ji a Kyoto

1. Vietato parlare al telefono sui mezzi pubblici

Parlare al telefono quando si è su un treno, in autobus o anche nella metropolitana è considerato molto maleducato, spesso nei treni troverete cartelli che chiedono di silenziare telefono e altri dispositivi elettronici.
Quindi se vi arriva una chiamata inattesa sul telefono rispondete a voce molto bassa e tagliate corto. E in ogni caso anche il normare conversare deve essere fatto con un tono di voce molto basso, in sostanza meno parlate meglio è.

A voi può sembrare una loro esagerazione ma i Giapponesi fanno molto caso a questi comportamenti pubblici, per loro è davvero importante che tutti li rispettino, turisti compresi (per i quali c’è sicuramente più tolleranza). Considerate che vi capiterà di vedere campagne pubblicitarie con cartoni animati per insegnare l’etichetta sui treni.

2. Locali per soli giapponesi

Passeggiando per le zone meno turistiche delle città (a me è capitato a Tokyo) potrete facilmente imbattervi in piccoli locali che espongono all’esterno scritte del tipo “Japanese Only“. Questo significa esattamente quello che immaginate, ovvero che possono entrare solo i giapponesi. Ma nulla a che fare con il razzismo.
Molti di questi gestori non parlano inglese, temono incomprensioni o semplicemente vogliono mantenere un’atmosfera intima e tradizionale. Alcuni locali accettano stranieri solo se accompagnati da un giapponese, altri se parli fluentemente la lingua.

Se ti capita, non prenderla sul personale!

3. Attenzione alle ciabatte nei bagni!

Sappiamo un po’ tutti che in Giappone, quando si entra in una casa, in un ryokan (tradizionale locanda giapponese con tatami, futon e ospitalità tipica – da provare come alternativa agli hotel) ci si deve assolutamente togliere le scarpe.
Questa è una usanza che andrebbe seguita anche da noi perché molto più intelligente di quando si possa immaginare

Comunque c’è un ulteriore livello di “difficoltà”: nei bagni troverai ciabatte dedicate, che vanno usate solo in quel contesto.

Quindi assolutamente vietato entrare con i calzini (o peggio con le scarpe) nei bagni e al contrario passeggiare per la stanza (peggio ancora fuori) con le ciabatte.

Quindi, ripetiamo insieme: utilizzerò le apposite ciabatte per entrare in bagno e le toglierò prima di uscire dallo stesso.

4. Non si mangia camminando

Devo purtroppo attestare che in Giappone, a differenza di altri paesi come Cina o Corea del Sud, lo street food sta via via scomparendo. Complici le stringenti regole igieniche, le bancarelle che vendono prelibatezze sono sempre meno. Ma per fortuna ancora ci sono!

Se vi capita di acquistare qualcosa da mangiare (e vi assicuro che spesso è difficile resistere anche se avete finito di pranzare 5 minuti prima) mi raccomando di non passeggiare mentre mangiate, è un gesto di grande maleducazione.
Per noi italiani, abituati a consumare un gelato o una pizza mentre passeggiamo, può sembrare una regola eccessiva o insensata ma in Giappone è così.

Si acquista il cibo, ci si mette a lato della bancarella e si consuma stando fermi. Una volta finito potete rimettervi in marcia!

bancarella giappone

5 Vietato fumare per strada (tranne nelle aree designate)

Questa sarebbe una regola bella da applicare anche in Italia, eviteremmo di sicuro tutti quei mozziconi spiattellati ovunque (che infatti non vedrete in Giappone).
In strada, non importa che siate all’aperto, non si fuma (nemmeno la sigaretta elettronica).

Esistono apposite aree fumatori — ben segnalate e recintate — dove è consentito fumare. Fuori da questi spazi, accendere una sigaretta può portare a rimproveri pubblici o addirittura a multe salate.
In alcune aree, come Shinjuku o Shibuya, potresti persino incontrare le cosiddette “smoking police“, addetti che vigilano sul rispetto delle regole anti-tabacco.

smoking area giappone

6. Non si punta mai il dito (e nemmeno le bacchette)

Indicare una persona o un oggetto con il dito è maleducato. Lo stesso vale per le bacchette: mai puntarle verso qualcuno o infilarle in verticale nel riso (questo è un gesto legato ai funerali). Le bacchette si appoggiano sempre orizzontalmente sul poggiabacchette.

Ovvio è che spesso, nelle bancarelle, anche involontariamente, vi capiterà di indicare quello che volete mangiare visto che molti giapponesi non parlano inglese e i gesti saranno l’unico modo per farvi capire.

7. Non lasciate mai mance!

Una delle abitudini più radicate per gli occidentali quando mangiano fuori è quella di lasciare la mancia (in Italia non è assolutamente un gesto dovuto ma in tanti paesi è praticamente un obbligo).

In Giappone, però, questo gesto può risultare inaspettatamente problematico. Dare una mancia non è solo inusuale: è spesso interpretato come una vera e propria offesa o un atto di superiorità, come se si stesse dando dell’accattone al cameriere.

Il concetto di ospitalità in Giappone, chiamato omotenashi, si basa sull’idea di offrire il miglior servizio possibile senza aspettarsi nulla in cambio. Il personale dei ristoranti, degli hotel e dei taxi si impegna con gentilezza ed efficienza non per ricevere una ricompensa, ma perché è parte della loro cultura professionale.

Molti turisti, ignari di questa usanza, cercano di lasciare qualche moneta sul tavolo o di aggiungere qualcosa al conto, ma nella maggior parte dei casi il denaro viene restituito con un sorriso imbarazzato o, peggio, con un rifiuto netto. I

Un consiglio utile? Se vuoi mostrare apprezzamento per il servizio ricevuto, fallo con parole gentili.

8. Non attraversare il torii o il viale centrale all’ingresso dei santuari: è riservato alle divinità

In Giappone, quando si entra in un santuario shintoista, il portale rosso chiamato torii segna il confine tra il mondo profano e quello sacro.

Il corridoio centrale sotto il torii e lungo il viale principale è riservato esclusivamente al passaggio delle divinità (kami). I visitatori devono camminare ai lati, mai al centro, per rispetto e per non “interferire” con il percorso degli dei.

9. Attenzione ai tatuaggi nelle onsen

Molte terme tradizionali (onsen) vietano l’accesso a chi ha tatuaggi, perché associati alla yakuza (mafia giapponese). Esistono però onsen “tattoo friendly”. Quindi se avete tatuaggi visibili in costume, è bene informarsi prima, evitando brutte sorprese ed essere respinti.

beppu
Beppu

10. Non si lasciano rifiuti in giro (e i cestini sono pochi!)

Che non si dovrebbero abbandonare rifiuti in giro non sembra nulla di strano e devi essere davvero un subumano per buttare immondizia a terra o comunque fuori dagli appositi contenitori, indipendentemente dal luogo in cui ti trovi.

Ma la cosa che complica tutto in Giappone è che trovare un cestino dove gettare l’immondizia è a dir poco complicato, ce ne sono pochissimi! I Giapponesi riportano a casa l’immondizia della giornata e la buttano nei loro contenitori, ben differenziata ovviamente

Questa misura che può risultare fastidiosa per chi si reca in viaggio è dovuta a diversi motivi, oltre all’educazione nipponica che non ama sporco in giro e che crede che ognuno debba provvedere ai suoi rifiuti.
Dopo l’attentato nella metropolitana di Tokyo del 1995, molti cestini pubblici furono rimossi per motivi di sicurezza, poiché i terroristi avevano utilizzato i cestini per nascondere il gas tossico.
Inoltre il Giappone ha un sistema di raccolta dei rifiuti molto dettagliato, con numerose categorie e regole specifiche. La presenza di cestini pubblici potrebbe complicare questo sistema, rendendo più difficile la corretta separazione dei rifiuti .


Queste sono le 10 cose che più mi hanno colpito in Giappone! E voi, avete notato altro?

Prima di partire per Giappone

Un imprevisto può capitare ovunque. Dai un'occhiata a cosa copre un'assicurazione viaggio per Giappone e ai consigli pratici per viaggiare sicuri.

L'autore
Andrea Tobanelli

Intermediario assicurativo iscritto al RUI IVASS e fondatore di Frontier Assicurazioni. Mi occupo di polizze viaggio da molti anni e lavoro incessantemente per migliorare prodotti e processi di sottoscrizione. Viaggio ogni volta che posso, con itinerari organizzati nei minimi dettagli: ho girato gran parte del Nord America e buona parte dell'Asia, con una passione particolare per l'Estremo Oriente - e per la Cina su tutti

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