Se c’è un servizio di viaggio sottovalutato dal 90% delle persone quello è sicuramente l’assicurazione viaggio, tra chi la fa “giusto per scrupolo” e chi proprio non si assicura, le disavventure in viaggio rischiano di trasformarsi in veri e propri disastri.
In tutti questi anni di lavoro nel settore ne abbiamo viste di ogni: dopo il periodo covid-19 il pubblico è in parte maturato e pone più attenzione all’aspetto assicurativo ma ci sono ancora tanti che non hanno mai cambiato il loro modo di vedere la cosa, continuano a viaggiare esponendosi a rischi immensi.
Si perché viaggiare all’estero, anche in paesi vicino al nostro, è meraviglioso ma si corrono rischi ben diversi rispetto a quando si sta “a casa” e alcuni dei nostri clienti possono, purtroppo, confermarlo.
Per questo abbiamo raccolto i 6 errori più comuni che i viaggiatori commettono quando pensano all’assicurazione viaggio (e i consigli pratici per evitarli).
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#1 Tanto cosa vuoi che succeda
Questo è il primo e più pericoloso errore di ragionamento che si possa fare, evitare di assicurarsi perché probabilmente nei pochi giorno di viaggio non succederà nulla.
La statistica parla chiaro, nella maggior parte dei casi effettivamente non succede nulla, ma la verità è che gli imprevisti sono a bassa probabilità ma ad alto impatto: pochi, ma quando arrivano possono fare davvero male.
Ed io che sono un esperto in ambito assicurativo posso confermarvi proprio che le polizze hanno senso di essere stipulate quando il rischio è statisticamente poco probabile ma può avere un impatto devastante.
In questo caso il premio sarà contenuto ma permetterà di proteggersi per rischi enormi.
Un grave incidente negli USA può finire per costare anche più di 500,000 dollari, in tanti paesi come quelli del sud est asiatico non curano chi non dimostra di poter pagare conti salatissimi. Un rimpatrio sanitario costa uno sproposito, anche dalla Francia.
La soluzione è semplice, assicurarsi sempre prima di viaggiare all’estero.
#2 Tanto vado in un Paese dove il costo della vita è basso
Questa l’ho sentita dire più di una volta e l’ho letta anche pochi giorno fa sotto un post instagram promozionale di un noto brand di assicurazioni. Un utente scriveva: “in paesi dove il costo della vita è basso non ha senso assicurarsi e pagare il premio della polizza, spesso più elevato di qualsiasi emergenza.
Questa è l’idea più sbagliata che si possa avere.
Una nostra cliente ha avuto un sinistro gravissimo in Vietnam e il costo complessivo è stato intorno ai 200.000€
Il Vietnam vi assicuro che è una destinazione economica ma la sanità privata lo è molto di meno. Inoltre i casi veramente gravi non possono essere gestiti nel paese e quindi occorre un trasferimento sanitario verso la Thailandia, le cure in una clinica di livello in questo paese e il rimpatrio sanitario in Italia appena possibile.
Tutto è a pagamento e tutto costa uno sproposito e non vi curano se non dimostrate di poter pagare!
In un caso del genere, senza copertura assicurativa si è letteralmente spacciati.
#3 Tanto vado in Unione Europea
In UE le spese sanitarie di emergenze sono coperte integralmente (o quasi) dalla tessera europea di assicurazione malattia (TEAM). E fino a qui ci siamo.
Quello che non sarà mai coperto e che purtroppo non è un’evenienza impossibile è il rimpatrio santiario: può succedere e costa tantissimo.
Inoltre un prodotto assicurativo può avere altre garanzie che sono utilissime anche in UE come il consulto medico telefonico, l’interprete a disposizione, la protezione bagaglio, l’annullamento del viaggio, …
Quindi una polizza viaggio è utile anche se ve ne andate 3 giorni a Parigi.
E poi sapete quanto costa assicurare 3 giorni a Parigi? Calcolate un preventivo e capirete perché non ha davvero senso rinunciare alla polizza.
#4 Tanto le polizze sono tutte uguali
Anche questa l’avrò sentita dire mille volte. Le polizze sono tutte uguali, sono utili finché non ti occorrono veramente, fanno di tutto per non pagare… solite banalità.
I prodotti di assicurazione NON sono tutti uguali, ognuno ha le sue condizioni, le sue esclusioni, i suoi massimali, le sue franchigie/scoperti.
Inoltre il sottoscrittore conta (è questo che si occupa dell’assistenza in viaggio e della liquidazione dei sinistri), e non poco! Come valutare un sottoscrittore? Inizierei col controllare il tasso di reclami presentati all’IVASS, un dato pubblicato dallo stesso istituto di vigilanza sul suo sito.
Poi è ovvio che il sottoscrittore rispetterà il contratto alla lettera e non regalerà indennizzi non dovuti, ma questo è un bene per tutti!
#5 Quella che costa meno va bene, tanto è solo per scrupolo
Spendere 2/3000 euro per un viaggio e poi fare di tutto per risparmiare 10 o 20€, ha senso? Assolutamente no.
Scegliete un prodotto di qualità, non riordinate le polizze per prezzo perché non è questo il parametro che farà la differenza quando ne avrete bisogno in viaggio.
Valutate le vostre esigenze e fate una scelta di testa, quei 20€ risparmiateli su qualcos’altro!
#6 Non leggo le condizioni, tanto non ci si capisce nulla!
Questa è la scusa più sentita, la verità è che (comprensibilmente) non si ha minimamente voglia di leggersi 40 pagine di condizioni.
Comprendo che sia noioso, in parte difficoltoso (ma se sono scritte bene vi assicuro che si capisce tutto) ed è la parte meno divertente della pianificazione del viaggio: ma va fatto.
Non si sottoscrivono contratti a occhi chiusi perché poi ci si crea false aspettative e non si sa nemmeno come comportarsi in caso di sinistro.
Qualcuno sottoscrive la polizza e poi non ha idea di cosa dovrà fare per allertare la centrale operativa in caso di emergenza sanitaria, non sa che deve poter effettuare una chiamata in Italia (no, whatsapp non è un metodo legalmente accettabile). Non fate questi errori perché rendono tutto veramente complicato.
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