Cosa vedere a Buenos Aires: attrazioni, cosa fare, cosa non perdersi

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di Jessica Maggi

Punto d’incontro tra la cultura europea e la verve latinoamericana, Buenos Aires, vivace, accogliente e colorata capitale dell’Argentina, è una città di straordinaria bellezza. Qui il fascino latino si fonde con architetture tipicamente europee, dando vita a una città unica al mondo.

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Seconda metropoli dell’America Latina dopo São Paulo in Brasile, la città porteña sorge sulle sponde meridionali del Río de la Plata, non lontano dal confine con l’Uruguay. Sede di traffici e commerci internazionali, la regina del Plata è una metropoli dalla personalità complessa e intrigante, nonché uno dei luoghi di origine del tango, il popolare ballo divenuto simbolo per eccellenza della cultura argentina nel mondo.

In questa guida offriamo un’approfondita panoramica su cosa vedere a Buenos Aires.

Viaggiare in sicurezza a Buenos Aires

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Cosa vedere a Buenos Aires, capitale dell’Argentina

Suddivisa in 48 barrios, Buenos Aires è una città cosmopolita, fervente, creativa e straordinariamente ricca di storia, arte e cultura. Nelle sue ragguardevoli dimensioni, la metropoli platense è sede di un gran numero di musei, piazze, viali, palazzi e monumenti di rara suggestione, spesso intitolati ai giorni e ai personaggi storici che hanno contribuito a portare l’Argentina all’indipendenza.

Plaza de Mayo

Teatro di infinite manifestazioni, rivolte e proteste più o meno silenziose, Plaza de Mayo è la piazza centrale della capitale argentina. Ornata da palme e aiuole sempre in fiore, si trova nel quartiere di Monserrat, all’estremità orientale di Avenida de Mayo, principale arteria del microcentro lungo l’asse est-ovest.

Plaza de Mayo ha assistito a tutti gli avvenimenti politici, militari e sociali più significativi della storia del Paese. È proprio qui che nel 1580 il conquistador spagnolo Juan de Garay fondò la città con il nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. È sempre qui, in questo rettangolo, che il 25 maggio 1810 ebbe luogo la rivolta da cui nacque il movimento che portò all’indipendenza dalla Spagna. Sempre qui l’allora first lady argentina Evita Perón organizzò un grande corteo in protesta per l’arresto del marito Juan, e il Pibe de Oro Diego Armando Maradona festeggiò la vittoria ai Mondiali del 1986.

Qui si riunivano anche las abuelas y madres de Plaza de Mayo, madri e nonne dei desaparecidos torturati, assassinati e fatti sparire durante la dittatura militare del generale Videla. Con i loro sit-in di protesta denunciarono al mondo quello che stava accadendo.

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Casa Rosida, sede del governo nazionale

Sempre molto animata e frequentata da una nutrita folla di turisti e locali di ogni età, Plaza de Mayo è circondata da molti importanti edifici e monumenti tra cui:

  • Catedral metropolitana, sede dell’arcivescovado argentino, con un museo dedicato a Papa Francesco, un’elegante facciata neoclassica, splendidi interni in stile barocco e rococò e il mausoleo del generale San Martín, eroe dell’indipendenza argentina;
  • Cabildo Nacional, sede del municipio quando l’Argentina faceva ancora parte dell’impero spagnolo, ora sede del Museo Histórico Nacional del Cabildo de Buenos Aires y de la Revolutión de Mayo, con cimeli del periodo in cui maturò la rivoluzione nel 1810;
  • Banco de la Nación Argentina, opera dell’architetto Alejandro Bustillo, divenuta malauguratamente l’icona più immortalata della capitale durante i ripetuti default finanziari;
  • Pirámide de Mayo, un obelisco appuntito progettato dall’architetto argentino Juan Martín de Pueyrredón per commemorare il primo anniversario dell’indipendenza;
  • monumenti equestri dedicati a Juan de Garay e al generale Manuel Belgrano, creatore della bandiera argentina.

Esplorare questa immensa piazza vi farà respirare appieno il vero spirito dell’Argentina, con le sue contraddizioni e il suo legame indissolubile con il passato.

Casa Rosada

Su Plaza de Mayo si affaccia la celebre Casa Rosada, sede del governo nazionale nonché uno degli edifici storici più importanti dell’intera Argentina. Dal suo balcone si affacciava Evita Perón, immortalata con le braccia alzate in molte pellicole e foto d’epoca. Dallo stesso balcone si affacciò anche il Pibe de Oro innalzando la coppa Rimet che la nazionale argentina vinse trionfalmente ai Mondiali del 1986.

Avenida de 9 Julio

Una delle strade più larghe del mondo, Avenida 9 de Julio conta ben 16 corsie, per un’ampiezza totale di ben 140 metri. Il nome celebra la data dell’indipendenza dell’Argentina dalla Spagna, avvenuta il 9 luglio 1816.

Questo immenso viale alberato fende la parte centrale della capitale da nord a sud, precisamente da Plaza de la Constitución nel quartiere di Retiro ad Avenida del Libertador General San Martín in quello di San Telmo.

Vi si affacciano numerosi edifici di pregio, tra cui il palazzo dell’Ambasciata di Francia e il celebre Teatro Colón, uno dei più grandi teatri d’opera al mondo.

Obelisco

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Il monumentale obelisco di Buenos Aires

All’incrocio tra Avenida 9 de Julio e Avenida Corrientes nel barrio di San Nicolas svetta un obelisco in pietra bianca che, con i suoi 67 metri di altezza, si eleva maestoso verso il cielo. Divenuto uno dei simboli della città platense, l’obelisco fu eretto nel 1936 per commemorarne la fondazione. All’interno, 70 scalini conducono a quattro piccole finestre sulla sua sommità.

Teatro Colón

Una delle perle più preziose di Buenos Aires, il sopracitato Teatro Colón, così chiamato in onore di Cristoforo Colombo, è uno dei teatri con la migliore acustica al mondo, al pari del Teatro alla Scala di Milano, dell’Opéra National de Paris e della Wiener Staatsoper di Vienna.

Inaugurato con l’Aida di Giuseppe Verdi nel 1908, il Teatro Colón ha ospitato i più grandi nomi della musica e del bel canto di tutti i tempi. Esteticamente straordinario, custodisce al suo interno pitture di Marcel Jambon e Raúl Soldi, pittore e scenografo argentino di origini liguri.

San Telmo

Conosciuto come la culla del tango, San Telmo è uno dei quartieri più antichi della metropoli porteña. Questo barrio dall’irresistibile atmosfera bohémien è percorso da strade acciottolate su cui si affacciano antichi edifici che ospitano botteghe di antiquariato, gallerie d’arte contemporanea e le storiche milongas in cui si balla il tango a qualsiasi ora del giorno e della notte.

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San Telmo, il vivacissimo barrio del tango

Fulcro di questo affascinante quartiere è l’enorme mercato coperto in vetro e ferro battuto, progettato nel 1897 da Juan Antonio Buschiazzo, architetto argentino di origini liguri. Nel quartiere di San Telmo si trova anche una chiesa ortodossa con le tipiche cupole azzurre dell’Est Europa.

La Boca

Nella parte sudorientale della città si trova La Boca, il pittoresco barrio portuale in cui risiede la classe operaia di Buenos Aires. Prende il nome dalla foce del torbido fiume Riachuelo, oggi in corso di bonifica, nel Río de la Plata.

Alla fine dell’Ottocento la zona portuale si ampliò, attraendo una nutrita colonia di marinai italiani provenienti principalmente dall’Italia nord-occidentale, che plasmarono questo vivace, operoso e industrioso quartiere tutt’ora abitato in prevalenza da italo-argentini. Ecco quindi spiegato perché i cognomi italiani sono così ampiamente diffusi in Argentina, al punto che lo scrittore Jorge Luis Borges, autore di Biblioteca di Babele e altre storie spiraliformi, affermò ironicamente di sentirsi poco argentino perché non aveva un cognome italiano. La famiglia del Pontefice stesso è notoriamente originaria dell’astigiano.

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Il coloratissimi edifici del barrio La Boca

Nato come porto fluviale, La Boca è ora uno degli hotspot turistici della capitale argentina. Un’atmosfera dinamica, fervente e brulicante pervade questa contrada rendendola unica e assolutamente memorabile. Ciò che contraddistingue questo fervido quartiere portuale sono i colori accesi e gli enormi murales che ammantano le modeste costruzioni. È la culla del Pibe de Oro. Qui Maradona è il vero genius loci.

El Caminito

Una delle tappe obbligatorie per chi visita il barrio La Boca, il più italiano di tutti, è la via di El Caminito, antico scambio ferroviario poi convertito in un’originale e variopinta area cultural-pedonale caratterizzata da un susseguirsi di curiose baracche di lamiera e fotogenici edifici in legno eretti su palafitte e decorati dai dipinti del pittore italo-argentino Benito Quinquela Martín.

Considerato un vero e proprio museo a cielo aperto, il Caminito deve il suo nome a una celebre canzone di Carlos Gardel. Qui si trovano botteghe di artigianato locale, esposizioni d’arte, ristoranti e milongas. Potrete anche assistere a performance gratuite e completamente improvvisate di tango en plein air.

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In un maestoso edificio sull’acqua oggi convertito in un museo visse a lungo l’artista Benito Quinquela Martín, dedicando la sua arte a catturare l’essenza della classe operaia del barrio. Qui è ora custodita una straordinaria collezione dei suoi dipinti di navi e lavoratori portuali, unitamente a opere di altri artisti locali.

La Bombonera

Tra le principali attrazioni di BA figurano anche i templi del fútbol, resi tali dalla cultura sportiva di un Paese che ha dato i natali a intramontabili leggende del calcio, su tutti il Pibe de Oro, ma anche Alfredo Di Stéfano detto Saeta Rubia, Gabriel Batistuta, Omar Sívori, Hernán Crespo e, non da ultimo, Lionel Messi.

Nel quartiere La Boca, a breve distanza dal Caminito, si trova il celeberrimo stadio del Boca Juniors, mitico tempio del calcio comunemente chiamato la Bombonera, affettuoso epiteto attribuitogli dal suo progettista Viktor Sulčič, famoso architetto sloveno naturalizzato argentino.

Qui gioca la squadra del Boca, fondata dai genovesi e oggi uno dei club sudamericani più titolati. La Bombonera ospita un museo con hall of fame e un enorme murale dedicato a Maradona.

Recoleta

Nella parte alta di BA si trova lo storico barrio di Recoleta, adagiato su un declivio con vista mozzafiato sul Río de la Plata. I tanti edifici in stile liberty francese che costellano questo elegante quartiere gli sono valsi l’appellativo di barrio parisino de la ciudad. In generale, la città di Buenos Aires è spesso indicata come la Parigi del Sudamerica. Il nome del quartiere deriva dal convento dei padri Recoletos dell’ordine francescano, che fondarono la Basílica de Nuestra Señora del Pilar, divenuta monumento nazionale nel 1942.

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I palazzi in stile francese a Rocoleta

Qui si trova il famoso Cementerio de la Recoleta, anch’esso progettato dall’architetto argentino di origini liguri Juan Antonio Buschiazzo. Si tratta di uno straordinario labirinto di maestosi mausolei, cappelle e monumenti in stile prevalentemente art déco, dove potrete visitare i luoghi di eterno riposo di importanti personalità della recente storia del Paese, tra cui Juan ed Evita Perón, la scrittrice argentina Victoria Ocampo e il biochimico Luis Federico Leloir, Premio Nobel per la chimica nel 1970.

In questo elegante enclave è stata anche realizzata un’imponente scultura floreale in alluminio e acciaio, che prende il nome di Floralis Genérica. Con i suoi 23 metri di altezza, si tratta di uno dei più originali monumenti di Buenos Aires. Opera dell’architetto argentino Eduardo Catalano, ogni mattina schiude i suoi lucenti petali di metallo per poi richiuderli al calare del sole.

Inoltre, nei fine settimana, nell’accogliente Plaza Francia di fronte alla Basilica di Nostra Signora del Pilar, si tiene un mercatino dell’artigianato che merita assolutamente di essere visitato.

Museo Nacional de Bellas Artes

Non lontano dal Cementerio de la Recoleta si trova il Museo Nacional de Bellas Artes (MNBA), in cui sono esposte varie opere di Van Gogh, Monet e Renoir. L’ingresso è gratuito.

Palermo

Il quartiere di Palermo è una città nella città in cui si trovano alcuni dei ristoranti etnici e caffè d’epoca più di tendenza nella capitale argentina. Esteso dalle sponde del Río de la Plata al cuore di Buenos Aires, questo barrio deve il suo nome a un convento dedicato a San Benedetto da San Fratello, noto ai più come San Benedetto da Palermo.

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Si tratta di un quartiere molto verde e accogliente. Nella contrada di Palermo Viejo si trovano:

  • Jardín Botánico Carlos Thays, inaugurato nel 1898, quasi sette ettari in una superficie triangolare in cui potrete ammirare migliaia di specie vegetali e arboree, nonché sculture e serre in ferro e vetro;
  • Parque Tres de Febrero, detto anche Bosques de Palermo, intitolato al giorno in cui il generale Juan Manuel de Rosas, rivale del presidente Domingo Faustino Sarmiento, fu sconfitto;
  • Rosedal, oltre 14.000 roseti in un’area del Parque Tres de Febrero con un pittoresco ponte bianco;
  • Jardin de los Poetas, anch’esso compreso nel Parque Tres de Febrero, polmone verde della città, dove sono esposti los bustos dei grandi poeti della storia;
  • Jardín Japonés, con laghetti koi, cascate, ponticelli e siepi scolpite;
  • Buenos Aires Ecoparque, un parco faunistico di 18 ettari con un network di sentieri che si snodano tra piante autoctone e animali nativi in libertà e in gabbia;
  • Planetario Galileo Galilei, al cui interno potrete assistere in prima persona a esperimenti astronomici.

Vi è poi il sottoquartiere di Palermo Soho, trasposizione latinoamericana di Soho nel West End di Londra e di Lower Manhattan a New York, animato da locali notturni per tutti i gusti. Palermo Hollywood, invece, è così chiamato perché sede di diverse reti televisive.

Puerto Madero

Uno dei quartieri più in di Baires, Puerto Madero si estende da nord a sud in prossimità dell’area portuale lungo il Río de la Plata. Lo skyline è caratterizzato da svettanti grattacieli e curiose costruzioni moderniste, tra cui il Puente de la Mujer, opera dell’archistar spagnolo Santiago Calatrava inaugurata nel 2001 sulla foce del Río de la Plata, percorribile per 160 metri. Questo è il quartiere della movida porteña più chic, con locali esclusivi e ristoranti di altissimo livello. 

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Puerto Madero, Buenos Aires

Nei pressi dell’antico porto, a due passi dal centro finanziario della capitale, si trova la Reserva Ecológica Costanera Sur, con 400 ettari di lagune, stagni e aree boschive sulle rive del fiume Río de la Plata, ideali per il birdwatching e la meditazione. Queste sono le contrastanti meraviglie offerte dalla capitale argentina, in cui immergersi senza riserve. Qui nel 1903 è stata realizzata una splendida fontana in marmo dall’artista Lola Mora, originaria di Tucumán, nel nord-ovest della nazione.

Quando visitare Buenos Aires

In Argentina il clima è definito pampeano, una variante del clima subtropicale umido. Settembre, ottobre e novembre rappresentano il periodo migliore per un viaggio a Buenos Aires. Si tratta dei mesi che nell’emisfero australe corrispondono alla primavera, con temperature miti e giornate lunghe e piacevolmente soleggiate. Sì anche ad aprile, maggio e giugno, che in Argentina corrispondono alla stagione autunnale.

Come arrivare a Buenos Aires

I voli internazionali arrivano all’aeroporto Ezeiza di Buenos Aires (EZE), una trentina di chilometri a sud del centro storico. Questo importante scalo aeroportuale ha recentemente inaugurato un nuovo terminal delle partenze che consentirà di aumentare la capacità di transito fino a ben 30 milioni di passeggeri all’anno.

Come muoversi a Buenos Aires

Gli spostamenti urbani nella metropoli platense sono tutto sommato agevoli ed economici. La capitale argentina è dotata di un’efficiente metropolitana che prende il nome di Subte, nonché di un’ampia rete di mezzi di superficie operativi 24/7. Ci sono anche taxi e biciclette in sharing con tariffe altrettanto convenienti. Si sconsiglia di noleggiare un’auto privata a meno che si desideri esplorare i dintorni della capitale o intraprendere un viaggio on the road di più ampio respiro.