Cosa vedere in Uzbekistan: le attrazioni da non perdere assolutamente

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L’Uzbekistan è una destinazione dell’Asia centrale che nel corso degli anni ha attirato un crescente numero di turisti, destinato ai viaggiatori che sono in grado di spingersi in questa affascinante e magica area, ricca di siti antichi, catene montuose spettacolari e straordinarie opportunità per qualche escursione.

In questa guida cercheremo di comprendere quali sono le località che non devi assolutamente perdere di vista e in che modo puoi creare un tour personalizzato alla scoperta di questo meraviglioso Paese!

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Viaggiare in sicurezza in Uzbekistan

L’incremento dei flussi turistici verso l’Uzbekistan ha coinciso con una maggiore apertura del Paese ai viaggiatori internazionali. Nonostante ciò, val sempre la pena invitare alla massima cautela, soprattutto nel caso di spostamenti nelle zone a ridosso della frontiera con l’Afghanistan, la zona ritenuta di maggiore pericolosità.

Per quanto poi concerne le strutture sanitarie, il livello qualitativo non è ancora comparabile con quello della media europea, sebbene siano presenti diverse strutture private che impiegano anche personale straniero, e con cui si può parlare inglese.   

In ogni caso prima della partenza è consigliabile stipulare un’assicurazione viaggio che possa prevedere la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario, o il trasferimento in altro Paese, in caso di necessità. La presenza di un’assicurazione sanitaria viaggio per l’Uzbekistan renderà sicuramente più sereno il proprio spostamento in questa zona.

Cosa vedere in Uzbekistan

Come tutte le persone che hanno già avuto la fortuna di recarsi qui potranno ben confermare, l’Uzbekistan ha davvero tanto da offrire ai suoi viaggiatori.

Proprio per questo motivo abbiamo di seguito voluto riassumere alcune delle sue principali attrazioni, per visitarle tutte consigliamo di ritagliarsi almeno 10-15 giorni. Cominciamo! 

Samarcanda

Il punto di partenza di ogni tour dell’Uzbekistan non può che essere rappresentato da Samarcanda, città patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Effettivamente, è sufficiente dare uno sguardo ad alcuni dei suoi scorci principali, o vagare senza meta tra i suoi confini, per rendersi conto di quanto possa essere incantevole e evocativa questa città, vivace e aperta alla modernità ma, nel contempo, gelosa custode delle sue tradizioni più antiche.

Paradiso per gli archeologi, è qui che diversi scavi approfonditi hanno rivelato una storia antichissima, che risale addirittura a 3.500 anni fa. L’area ha subito vicissitudini storiche molto importanti che l’hanno portata ad essere un crocevia di moltissime culture e avventure.

Fu ad esempio conquistata da Alessandro Magno e da Gengis Khan, fu la capitale dell’Impero Timuride ed ebbe un ruolo essenziale nello sviluppo delle arti islamiche. 

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Madrase di Samarcanda

Da visitare, su tutti:

  • Registan, la piazza più significativa della città, che accoglie i visitatori con una meravigliosa e impressionante ricchezza architettonica. Le quinte della piazza sono tre madrase;
  • Shah-i-Zinde: tra i siti timuridi più importanti, è un complesso di mausolei situato a nord-est della città. Il suo nome significa re vivente e si riferisce a Kusam Ibn Abbas, il cugino di Maometto, che secondo la leggenda fu decapitato, prese la sua testa e si rifugiò in un pozzo, in cui starebbe ancora vivendo;
  • Bibi Khanum: è una moschea costruita agli inizi del ‘400 ed è la più grande di questo tipo in Asia Centrale. Misura 109 x 167 metri e può contenere quasi 10 mila fedeli;
  • Gur-e Amir: la Tomba del Re (questo il suo nome) è il mausoleo di Tamerlano, il conquistare mongolo che nel periodo medievale assoggettò buona parte dell’Asia Centrale e Occidentale;
  • Khodja Doniyor: sebbene non sia il mausoleo più famoso della città, è un monumento che vale comunque una visita. È una struttura dedicata al profeta Daniele ed è una storia meta di pellegrinaggio di ebrei, cristiani e islamici;
  • Ulugh Beg: su una collina nell’immediata periferia della città sono presenti i resti dell’Osservatorio costruito nel XV secolo da Ulugh Beg, nipote di Tamerlano, astronomo, matematico e mecenate delle arti. Quando fu completato venne considerato uno dei migliori osservatori del mondo islamico. Purtroppo l’osservatorio con il passare dei secoli fu saccheggiato e gravemente danneggiato. Sepolto dalla terra, fu poi recuperato e risistemato, almeno in parte;
  • Hazrat Khizr: è una delle moschee più importanti e antiche di Samarcanda. Costruita nell’VIII secolo all’ingresso della città, fu distrutta da Gengis Khan per essere ricostruita intorno alla metà dell’800.

Bukhara

A proposito di luoghi simbolo della cultura islamica, non possiamo certamente non accennare a Bukhara e al suo meraviglioso centro storico, zona importante per la teologia e la scienza islamica nel corso dei secoli.

Molto ben conservato, città riconosciuta dall’UNESCO per il suo valore storico, Bukhara è stata però anche protagonista di uno sviluppo economico e scientifico che ha rinnovato la sua fama nei secoli.

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Centro storico di Bukhara

Tra i luoghi da vedere c’è sicuramente la tomba di Ismail Somoni, primo monumento architettonico, risalente al 10° secolo. Consigliamo poi di fare una bella passeggiata nelal città vecchia e respirare un’aria evocativa medievale che lascerà senza fiato.

Khiva

Khiva è il primo sito dell’Uzbekistan ad essere riconosciuto nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Lo è dal 1990, quando fu segnalata la sua importanza nel patrimonio delle antiche tradizioni della via della Seta, che passava di qui.

In particolare, Itchan Kala (la parte interna della città vecchia, circondata da spesse mura di fango), contiene oltre 50 monumenti ed è un vero e proprio museo a cielo aperto – sebbene per oltre 200 famiglie sia la propria residenza!

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Guardando poi verso il basso dal minareto o dalle mura della città, si ha l’impressione di immortalare un’immagine che sembra arrivare da un’altra epoca. Una città affascinante, che sembra immersa nella storia, e che alla storia ha contributo in misura eccezionale: è ad esempio qui che è nato lo studioso Al-Khoresmi, ritenuto il padre dell’algebra.

Tashkent

Tashkent è la capitale dell’Uzbekistan ed è una metropoli con 3 milioni di persone. Area urbana più grande di tutta l’Asia Centrale, è una città che riflette lo sviluppo storico del suo Paese, con i monumenti architettonici di design orientale e una strutturale stradale di stile sovietico, affiancando però una maggiore modernità, come testimoniano gli alti edifici in vetro.

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La Moschea Minore di Tashkent

Ricca di avvenimenti turbolenti è la sua storia. Fondata tra il 5° e il 3° secolo a.C., il suo nome significa città di pietra. E le sue pietre sono state peraltro più volte distrutte nel corso della sua storia, come purtroppo testimonia il grave terremoto del 1966, quando molti dei suoi siti e degli antichi monumenti furono distrutti.

Agli occhi dei turisti oggi Tashkent appare una città moderna, con tanti ristoranti, negozi e opportunità di svago. 

Valle di Fergana

La valle di Fergana è uno dei luoghi storici più ricchi di cultura e di valore religioso di tutto l’Uzbekistan. La zona è infatti stata crocevia per diverse religioni e nazioni: divisa tra Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan, mostra le differenze culturali di ciascun territorio.

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La Valle di Fergana

Per quanto riguarda la parte uzbeka, qui sono presenti le importanti fermate medievali della via della Seta di Andijan, Kokand e Namangan. Peraltro, proprio il suo ruolo di crocevia commerciale ha lasciato in eredità un’altra dote: in questo luogo erano rinomati e celebri i cavalli, conosciuti come cavalli celesti e spesso importanti in Cina, dove erano molto apprezzati.

La valle di Fergana ha dato i suoi natali al fondatore dell’Impero Moghul, Babur.

Il deserto del Kyzylkum

Kyzylkum è un deserto che occupa una vasta area tra Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan: la sua estensione è talmente notevole che la sua estensione da un capo all’altro è quasi la metà di quella della Francia, con passaggi che si rivelano quasi appartenere a un altro Pianeta.

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Il deserto del Kyzylkum

Ammirando il deserto si possono infatti scorgere grandi pianure desertiche, sabbiose e polverose, con vegetazione rada o assente. Si tratta di una zona remota senza una sostanziale via di uscita, con la conseguenza che chi non vuole arrivare in Kazakistan dovrà tornare sui suoi passi. 

Tra i più grandi deserti al mondo, rappresenta un’avventura da organizzare in tempo per ammirare un panorama quasi unico nel suo genere.

Shahrisabz

Fiorente città dell’impero Timuride,  Shahrisabz è nota – tra l’altro – per aver dato i natali al conquistare Amir Temur. 

Al di là di tale annotazione storica, chi avrà l’opportunità di girare nelle sue zone potrà ammirare monumenti di imperdibile valore culturale, risalenti prevalentemente al 14° e al 15° secolo, sebbene la sua storia risalga a più di duemila anni fa.

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il centro storico di Shahrisabz

Il centro storico è conservato ancora piuttosto bene, mantenendo l’originale pianificazione urbana di Timurid. Il palazzo estivo bianco fu costruito per volere dell’Ak Sarai, divenendo ben presto uno dei punti di riferimento dell’architettura timuride. 

Apprezzabili ancora oggi i resti delle porte monumentali del palazzo, alte ben 65 metri.

Nukus

Nukus è la capitale della repubblica autonoma del Karakalpakstan. Contrariamente ad altri centri abitati dell’Uzbekistan, l’area si è sviluppata in maniera relativamente recente, durante il periodo sovietico, tanto che agli inizi degli anni ’30 tutto ciò che c’era qui era un piccolo villaggio.

Successivamente la città ha conosciuto uno sviluppo molto dinamico, seguendo le architetture tipiche sovietiche, contraddistinte dagli ampi viali e dalla pianta regolare che ancora oggi caratterizza il suo layout. Il suo sostanziale isolamento dal resto del mondo convinse i sovietici a farne il centro dell’Istituto di ricerca chimica dell’Armata rossa.

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Moschea di Muhammad Imam Iyshan a Nukus

Così come Moynaq, di cui parleremo tra breve, anche Nukus ha dovuto fare i conti con le conseguenze del disastro ecologico del lago d’Aral, qui ancora più accentuate. Di fatti, il prosciugamento graduale del lago ha portato in emersione un fondale composto da sale e pesticidi, che i venti hanno poi trasportato in tutta l’area, rendendola impossibile da sfruttare in termini agricoli e, purtroppo, soggetta a forti incidenze di malformazioni e tumori.

A Nukus merita una visita il Museo d’arte, che ospita una interessante collezione di arte russa e uzbeka dei primi del ‘900. 

Moynaq

Concludiamo con Moynaq, una città che è purtroppo diventata famosa in tutto il mondo per essere il simbolo della catastrofe ecologica che ha colpito tutta la sua regione.

Moynaq è una città posta a circa 200 km a nord di Nukus ed è stata per diverso tempo il principale porto uzbeko del lago di Aral. Oggi non è più così: il lato dista infatti decine di chilometri e continua ad allontanarsi sempre di più, anno dopo anno, condannando nei fatti Moynaq a perdere la sua antica funzione.

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Moynaq, il cimitero delle navi

Nel corso degli anni, peraltro, visto il progressivo ritirarsi del lago, sono stati compiuti diversi tentativi per salvare la flotta dei pescherecci mediante la costruzione dei canali artificiali. Nulla è stato però possibile fare per arginare questa inevitabile conclusione, con l’effetto che oggi i pescherecci, abbandonati, sono una tetra flotta arenata nel deserto, uno scenario da film apocalittico che dovrebbe mettere in allerta sui cambiamenti climatici in corso.

È naturalmente ancora possibile visitare la città che, peraltro, conserva diversi ricordi dell’epoca passata, quando era fiorente il commercio ittico: a conferma di ciò, una barca da pesca è stata posta sopra un piedistallo nei pressi del palazzo del governo.

Ad abitare la città sono oggi solamente 10.000 abitanti, in continua diminuzione a causa del disastro ambientale.