Il mare ha il suo fascino, così come oceano, fiumi e laghi e ci sono posti nel mondo che non hanno vissuto questo elemento come un ostacolo bensì come una risorsa. Con una storicità importante alle spalle ci sono borghi, città e località che hanno fatto dell’acqua una presenza naturale e persino un tratto distintivo… e no, non c’è solo Venezia. Ecco quali sono le città da scoprire nel mondo dove l’acqua detta il ritmo della vita.
Quando l’acqua non è un ostacolo ma una risorsa
La storia dell’umanità è ormai piena di esempi di difficoltà che sono state trasformate in risorse; dopotutto molti popoli non sono nati in situazioni confortevoli a livello di clima o territorio. Fiumi, laghi e zone paludose che in passato sembravano ostili hanno saputo diventare un ottimo sistema difensivo con una struttura studiata ad hoc. Dai canali scavati alle palafitte fino a una rete di navigazione fitta che sostituiva le strade tradizionali: qui si va oltre l’ingegno tecnico con una mentalità e un modo di guardare il mondo che esprime forza e resilienza. Le città e i villaggi che trovi in questa selezione ne sono la prova.
Giethoorn, il villaggio olandese attraversato dai canali
Non si può negare che i Paesi Bassi abbiano un rapporto quasi viscerale con l’acqua arrivando a un concetto filosofico ma Giethoorn supera tutte le altre cittadine perché nel nucleo storico molte abitazioni sono raggiungibili tramite canali, sentieri e ponticelli, mentre le automobili restano ai margini del villaggio. Ci si muove a piedi, in barca oppure in bici… tre soluzioni ormai diffusissime nei Paesi Bassi.

Seppur il soprannome di “Venezia del Nord” possa sembrare azzardato, il paragone esce molto spesso. A fare la differenza è l’architettura con casette con caratteristici tetti che si specchiano nell’acqua e giardini che arrivano fino al bordo dei canali. Il silenzio è quasi surreale perché non c’è traffico e a dominare la scena è solo il rumore dell’acqua.
Il periodo migliore per visitarla? La primavera, quando i giardini sono in piena fioritura i e la luce del nord ha quella qualità morbida che i fotografi inseguono per ore.
Bangkok e la rete di canali che racconta la sua storia
L’immaginario comune di Bangkok? Grande e caotica ed effettivamente lo è. Però quando ci si stacca dal flusso e ci si avvicina al fiume Chao Phraya e ai suoi khlongs, i canali che si diramano nella città come rami di un albero, scopri una Bangkok completamente diversa.

Un tempo i suoi canali erano le sue arterie principali, usati per il commercio, per spostarsi, per la vita quotidiana. Poi, nel ventesimo secolo, molti furono ricoperti per costruire le strade che oggi intasano la capitale. Ma quelli che sono rimasti raccontano ancora quella storia. Prendi un longtail boat e lasciati portare tra i mercati galleggianti, i templi nascosti nella vegetazione, le comunità che vivono ancora sull’acqua come facevano i loro nonni.
Suzhou, la città cinese soprannominata la Venezia d’Oriente
Suzhou, nonostante esteticamente non ci sia un vero e proprio richiamo, viene spesso soprannominata la Venezia d’Oriente per la sua conformazione a contatto con l’acqua. Vanta una rete di canali antichissima, di ben 2.500 anni fa. Parte del patrimonio storico della città è collegato al Grande Canale della Cina, riconosciuto dall’UNESCO, mentre i celebri Giardini Classici di Suzhou sono anch’essi patrimonio mondiale.

Sono stati progettati durante le dinastie Song, Ming e Qing e rappresentano un paradiso acquatico con rocce, padiglioni e una ricca vegetazione.
Ganvié, il villaggio costruito interamente sull’acqua in Benin
Ganvié non è così conosciuto e proprio per questo è davvero speciale. La località africana nel Benin si distingue per essere una delle città lacustri più grandi della zona subsahariana. Perché visitarlo? Sicuramente per le sue origini particolari che lo legano a una storia di resistenza.

Diversi secoli fa il popolo Tofinou è fuggito attraverso l’acqua per sfuggire alle razzie dei guerrieri Fon; nacque così il villaggio con un nome che tradotto significa letteralmente “noi siamo salvi” o “abbiamo trovato rifugio”.
Oggi la comunità vive ancora di pesca e di commercio, con mercati galleggianti che si animano all’alba. Per arrivarci si prende una piroga dalla città di Cotonou, e già durante il tragitto capisci di stare andando verso qualcosa di diverso.
Le isole galleggianti degli Uros sul lago Titicaca
Tra Perù e Bolivia il lago Titicaca è già sufficientemente particolare da vedere ma la presenza delle isole galleggianti degli Uros rendono il luogo ancora più misterioso e suggestivo.

La prima curiosità? Non sono vere e proprie isole ma piattaforme costruite con strati sovrapposti di totora, una pianta acquatica che cresce abbondante nel lago. Gli Uros, il popolo indigeno che le abita, le costruiscono, le mantengono e le rinnovano continuamente, perché la totora marcisce e va rimpiazzata. Molte di esse sono aperte al turismo, e questo ha portato trasformazioni inevitabili. Ma alcune comunità mantengono ancora uno stile di vita autentico, lontano dalla rappresentazione folkloristica.
Alleppey, la città dei canali nel Kerala indiano
Il Kerala, nello stato meridionale dell’India, è una di quelle destinazioni che i viaggiatori lenti amano in modo quasi viscerale. E Alleppey ne è il simbolo acquatico. A fare la differenza sono i backwaters, ovvero la rete tra canali, lagune e fiumi che si estende fino alla costa.

L’esperienza classica è noleggiare una houseboat, le tradizionali kettuvallam trasformate in imbarcazioni da crociera, e passare una o due notti navigando tra i canali. Sulle sponde scorrono risaie, villaggi, templi, chiese storiche e risaie che si affacciano sull’acqua. Con un ritmo lento regala magia.
Perché queste città continuano ad affascinare i viaggiatori
Il motivo è molto semplice: le persone sono attratte da posti belli e fotografabili che abbiano qualcosa di diverso da raccontare. Cercano l’originalità, la storia e il motivo per cui un ambiente così diverso è stato costruito e popolato. Lontane da noi per cultura ma vicine per alcuni dettagli come la costruzione sull’acqua, riescono a far innamorare i viaggiatori più curiosi e anche chi è alla ricerca di luoghi segreti e meno conosciuti.
Prima di partire


