Nell’immaginario comune, l’immagine tipica della Scozia richiama subito la stampa tartan. Sciarpe, gonne, borse sono solo alcuni esempi di questo tessuto diventato cult e oggi diffusissimo nei negozi di souvenir… ma c’è una storia dietro che merita di essere raccontata. Ti accompagno a scoprire perché in Scozia esistono centinaia, anzi migliaia, di varianti diverse e cosa raccontano davvero di identità nazionale, clan e Highlands.
Che cos’è il tartan e perché non è semplicemente un tessuto a quadri
C’è chi lo chiama “tessuto a quadri” ma il Tartan merita una considerazione maggiore. Seppur sia vero che questa fantasia abbia questa trama. Facciamo un passo indietro; nasce da un intreccio di fili colorati orizzontali e verticali che si sovrappongono creando un disegno conosciuto come sett. Ognuno di essi ha una sequenza di colori e larghezze che vengono ripetute con precisione millimetrica. Il tartan è una tecnica tessile e prima di arrivare alle Highlands era nato per necessità pratiche: robusto e caldo, con un’ottima capacità di resistenza, è stato trasformato nel tempo in un’identità di clan.
Come nascono i motivi a quadri
Le origini dei motivi a quadri affondano nelle Highlands scozzesi dove per secoli la lana è stata tinta con pigmenti ricavati dalla natura; il colore di un tartan in origine dipendeva da cosa cresceva vicino al telaio di chi lo tesseva e per questo ci sono spesso sfumature di verde muschio e marrone. Prima delle tinture chimiche ogni comunità lavorava con quello che la natura offriva.

Perché ogni tartan è diverso
Oggi esistono più di 10.000 tartan registrati, un numero che continua a crescere, anno dopo anno. Alcuni sono legati a famiglie e clan storici, altri a reggimenti militari, università e città. Ogni disegno viene depositato con descrizione ufficiale dei colori e proporzioni, proprio come se fosse un marchio.
Il legame tra tartan, clan e Highlands è più complesso di quanto si pensi
Ma è vero che ogni clan aveva un suo tartan tramandato per secoli in modo identico? Sembra un mito, anche se qualcosa di vero c’è. La storia, però, è stata un po’ meno lineare di come te la immagini.
Quanto c’è di storico e quanto di romantico
Prima del Settecento i tartan variavano a seconda della regione e non per il casato; un abitante delle Highlands indossava il motivo prodotto dal tessitore locale. L’associazione rigida al clan è arrivata molto più tardi, soprattutto nell’Ottocento, anche grazie alla celebre visita di re Giorgio IV in Scozia nel 1822. Quest’ultimo si è presentato in un kilt e in un tartan cucito appositamente a una visita organizzata da Walter Scott a Edimburgo.
La rinascita del tartan nell’Ottocento
Da quel momento il tartan è diventato simbolo nazionale a tutti gli effetti, anche complice la passione della regina Vittoria per Balmoral e per l’estetica highlander. In questo periodo le famiglie e i clan iniziarono sempre più spesso a identificarsi con pattern specifici. Successivamente nacquero i registri ufficiali
Dove scoprire questa tradizione durante un viaggio in Scozia
Chi vuole andare oltre la sciarpa acquistata in un negozio di souvenir può organizzare un tour della Scozia toccando alcune tappe che raccontano la storia del Tartan. a partire da Edimburgo per poi spostarsi verso le Highlands.

Musei, castelli e laboratori
Lo Scottish Register of Tartans è uno dei principali punti di riferimento per approfondire le migliaia di varianti esistenti. A Edimburgo c’è il Tartan Weaving Mill che porta dentro a un laboratorio di tessitura mentre spingendosi verso Lochcarron of Scoltand si potrebbe scoprire come si producono dal vero i tessuti tartan; in questa zona viene portata avanti la tradizione da generazioni.
Come riconoscere un tartan autentico
Ma come si riconosce un tartan autentico da uno commerciale? Partiamo dai dettagli: la qualità della lana, la precisione della ripetizione del sett e, soprattutto, la sua registrazione ufficiale. I tartan generici venduti a prezzi stracciati sono un sistema ispirato ma sicuramente non sono quelli originali. Un rivenditore specializzato saprà indicare la provenienza del tessuto, la composizione e il nome del tartan. Un buon indizio è anche il peso del tessuto; essendo in pura lana ha una mano diversa, densa e strutturata rispetto alle imitazioni sintetiche.
Perché il tartan continua a essere uno dei simboli più forti della Scozia
Nonostante le sue origini, in parte reinventate, il tartan oggi funziona come pochi altri simboli al mondo. Un po’ come la pizza e gli spaghetti per l’Italia. Gli scozzesi emigrati tra Canada, Stati Uniti e Australia lo scelgono tutt’ora per matrimoni, funerali e cerimonie ufficiali.
Un’identità che va oltre il souvenir
Per molti scozzesi il tartan non è solo folklore ma è un modo concreto di sentirsi parte di qualcosa; pur non avendo un cognome da clan ci si può sentire legati a un disegno universitario, oppure a un determinato distretto.
Cosa resta di questa tradizione oggi
Ma oggi cosa resta di questa tradizione? Ormai il simbolo è stato sdoganato ed è entrato a far parte di collezioni di alta moda, capsule streetwear e ovviamente capi d’abbigliamento di larga distribuzione. Eppure, il fascino del kilt tradizionale, non si arresta.
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