Se dico Thailandia probabilmente pensi subito a Phuket, al caos di Patong e ai selfie a Maya Bay… ma c’è molto di più. Esistono veri paradisi lontani dall’overtourism e dalle mete più battute. Ti assicuro che non te ne pentirai: segui questa guida definitiva sulle isole thailandesi meno battute che devi assolutamente scoprire.
Dove si trovano le isole della Thailandia
La Thailandia non è un blocco unico, è un puzzle di oltre 500 pezzi di terra galleggianti. Per orientarsi bisogna guardare la mappa e capire che la penisola malese taglia in due il divertimento: da una parte l’Oceano Indiano, dall’altra il Pacifico.
Due mari diversi: Andamane e Golfo
Una curiosità che pochi conoscono? Le isole thailandesi si trovano su due mari molto diversi: a ovest c’è quello delle Andamane con acqua color smeraldo, rocce calcaree e fondali che sembrano dipinti. Località come Krabi, Phi Phi e Koh Lanta sono proprio su questa sponda. A est, invece, c’è il Golfo con acque più piatte e verdi e un carattere spettacolare per località quali Koh Samui, Koh Phangan e la piccola Koh Tao.
Un arcipelago con paesaggi molto vari
Non puoi pensare alle isole thailandesi come a un unico paesaggio, esiste una varietà che fatica a racchiudere tutto in un’unica definizione. Ci sono isole quasi deserte con una sola spiaggia e nessun resort. Isole con villaggi di pescatori dove la vita scorre come cinquant’anni fa. Isole con barriere coralline tra le più ricche del sudest asiatico. E poi ci sono quelle di mezzo, né troppo selvagge né troppo sviluppate, che sono spesso le più interessanti da esplorare.
Oltre le mete più turistiche
Phuket e Koh Samui hanno il loro perché se cerchi il resort a cinque stelle e il centro commerciale ma se il tuo obiettivo è la connessione vera, quella che ti fa dimenticare dove hai lasciato il telefono, devi guardare oltre.
Isole meno affollate rispetto a Phuket
Phuket ha un fascino che la precede ma accanto ai resort luxury c’è anche chi cerca qualcosa di più autentico. Koh Yao Noi, per esempio, è a quaranta minuti di barca da Phuket ma sembra un altro pianeta. Pochissimi turisti, strade strette, gente del posto che ti guarda con curiosità genuina. Oppure Koh Lipe, nel sud estremo, vicino al confine con la Malesia: fino a qualche anno fa era quasi inaccessibile, oggi è più conosciuta ma conserva ancora qualcosa di speciale. O ancora Koh Mak, nel Golfo, alternativa silenziosa alla più famosa Koh Chang.

Spiagge e natura ancora intatte
La differenza si vede. Su certe isole meno frequentate la spiaggia al mattino presto è tua senza ombrelloni, musica o venditori assillanti. L’acqua è cristallina, e la foresta arriva quasi fino alla riva. Ci sono posti dove la notte il cielo si vede davvero, senza l’inquinamento luminoso dei grandi resort.
Esistono ancora posti dove la plastica non ha vinto la guerra. A Koh Phayam, vicino al confine con la Birmania, le macchine non circolano nemmeno. Ci si muove in motorino o in bici tra piantagioni di anacardi e spiagge come Long Beach, dove la sabbia è soffice e i tramonti sono una cosa da brividi.
Il mare della Thailandia
Il mare è una tavolozza di colori incantevoli che fanno scoprire agli occhi sfumature di azzurro che pensavi fossero solo frutto di filtri Instagram.
Acque trasparenti e fondali ricchi
Il mare thailandese ha una reputazione guadagnata. Le acque del Mar delle Andamane in particolare raggiungono una trasparenza che lascia ancora stupiti anche chi c’è già stato. Sott’acqua ci sono barriere coralline in ottima salute in alcune zone, pesci colorati in quantità, tartarughe che nuotano accanto a te con totale indifferenza.
Koh Tao è storicamente una delle destinazioni migliori al mondo per chi vuole prendere il brevetto da sub: i fondali sono accessibili, le scuole di diving sono ovunque, e il rapporto qualità-prezzo è difficile da battere. Ma anche senza bombole, con maschera e boccaglio, ci si diverte molto.
Le baie e le scogliere calcaree
Le formazioni calcaree che escono dal mare nella zona di Krabi e nelle isole vicine sono una delle cose visivamente più incredibili di tutta l’Asia. Pareti verticali, grotte, archi naturali. Maya Bay, quella resa famosa dal film di Leo DiCaprio, è il caso più noto, ma è solo la punta dell’iceberg.
Esperienze da vivere
Andare in Thailandia e stare solo sul lettino a bere cocktail nel cocco è un peccato mortale… è il paese del movimento e della scoperta, anche se a ritmo ridotto.
Snorkeling e escursioni tra le isole
Le island hopping tour sono una delle cose migliori da fare e sono anche una delle più economiche. Per pochi soldi sali su una barca con altri turisti e passi la giornata a saltare da un’isola all’altra, fare snorkeling, mangiare frutta fresca, guardare il paesaggio.
Per chi vuole qualcosa di più personale, si può noleggiare una longtail boat privata con un pescatore locale per mezza giornata e costruirsi il giro su misura. Spesso costa meno di quanto si pensi e l’esperienza è completamente diversa.

Tramonti sul mare e vita lenta
I tramonti sono un incanto, e non solo da condividere sui social. Quando il sole scende sulle rocce e l’acqua diventa rossa e arancione è una vera emozione. Le isole più piccole insegnano una lentezza che in Europa si fatica a trovare. I pasti durano a lungo, le serate finiscono presto, ci si sveglia all’alba non per sveglia ma perché il corpo si è regolato da solo. È uno dei souvenir migliori che si porta a casa, anche se dura poco.
Quando andare
La Thailandia è governata dai monsoni, e ignorarli è un errore da principianti… ma quindi qual è il momento migliore per visitare le isole thailandesi?
La differenza tra le stagioni nei due mari
Il Mar delle Andamane ha la sua stagione secca tra novembre e aprile; per questo è il momento ideale per Krabi, Phi Phi, Koh Lanta. Da maggio in poi arrivano i monsoni, il mare si agita e molti resort chiudono.
Il Golfo di Thailandia funziona all’opposto: la stagione migliore per Koh Samui e Koh Phangan è da dicembre a marzo, ma l’isola di Koh Tao è quasi sempre frequentabile. Chi viaggia fuori stagione trovate prezzi più bassi e meno gente ma bisogna mettere in conto qualche giornata di pioggia.
I mesi migliori per evitare piogge e folla
Se si vuole giocare sul sicuro: dicembre e gennaio sono i mesi più affidabili su entrambi i mari, anche se sono i più affollati e i prezzi salgono. Febbraio e marzo sono un ottimo compromesso avendo meno turisti rispetto alle feste, clima ancora stabile.
Aprile è il mese del Songkran, il capodanno thai: bellissimo da vivere, ma non aspettatevi tranquillità. Ottobre può sorprendere positivamente sul versante del Golfo, con prezzi bassi e qualche giornata splendida tra un acquazzone e l’altro.
Come organizzare il viaggio
Come si organizza un viaggio sulle isole thailandesi? Ecco alcuni consigli preziosissimi.

Spostarsi tra le isole
Tra le isole più grandi ci sono traghetti regolari gestiti da compagnie come Seatran o Lomprayah. Per le isole minori si usano longtail boat o speedboat private che si trovano nei porticcioli locali. Gli aeroporti principali sono quelli di Phuket, Krabi e Koh Samui; quest’ultimo è famoso per essere uno degli scali più belli del mondo, circondato dal verde.
Quando conviene prenotare in anticipo
Se si viaggia durante le festività o i periodi più ambiti una finestra d’anticipo di almeno 6 mesi, soprattutto per i voli, fa la differenza. Se si devono raggiungere isole più piccole attenzione a prenotare con almeno qualche giorno di anticipo anche gli spostamenti in traghetto perché i posti potrebbero esaurirsi velocemente.
Prima di partire per Thailandia
Un imprevisto può capitare ovunque. Dai un'occhiata a cosa copre un'assicurazione viaggio per Thailandia e ai consigli pratici per viaggiare sicuri.


