Non fare l’errore di restare sempre sulle solite mete, prova ad allontanarti e scoprire la magia di territori lontani dall’overtourism come l’Uzbekistan. Sembra uscito dalle fiabe della Via della Seta e nonostante molti non la considerino una meta top, è davvero imperdibile. Ecco un itinerario tra i luoghi più belli di questo territorio che non puoi tralasciare se sei davvero un globetrotter.
Samarcanda e le città simbolo della Via della Seta
Partiamo da Samarcanda, una di quelle città che è stata al centro di ispirazioni artistiche, cinematografiche e musicali. Samarcanda è stata capitale dell’impero di Tamerlano nel XIV secolo, crocevia tra Cina, Persia e mondo mediterraneo. Questo passato si sente in ogni pietra… ma cosa vedere?
Registan, cupole blu e atmosfere orientali
Il Registan, letteralmente “luogo sabbioso”, è la piazza principale, circondata da tre madrasse del XV e XVII secolo decorate con mosaici di maioliche turchesi, oro, verde, blu cobalto. Nessun filtro Instagram necessario: il colore è già incorporato nelle piastrelle, nei portali, nelle cupole che cambiano sfumatura con la luce del giorno. Al mattino presto, quando i turisti non ci sono ancora, il posto ha qualcosa di mistico.

Bukhara e Khiva tra deserti e antiche mura
Bukhara è forse meno grandiosa ma più abitata e vissuta. I vicoli attorno alla Kalon Mosque portano ancora i nomi delle botteghe che ci stavano secoli fa. Khiva, invece, è quasi surreale. L’intera città vecchia (Itchan Kala) è murata, patrimonio UNESCO, e sembra sospesa nel tempo in modo quasi imbarazzante. Troppo bella per essere vera… e invece lo è.
Le architetture che rendono unico l’Uzbekistan
Cosa rende così speciale l’Uzbekistan? Sicuramente le architetture. Partiamo dal blu che in mille sfaccettature fa battere il cuore. Dall’azzurro profondo al turchese si passa poi a dettagli dorati. È l’arte islamica classica, portata a un livello che in pochi posti al mondo si incontra così concentrato.
Le maioliche uzbeke seguono schemi geometrici e vegetali codificati da secoli. Ogni elemento ha un significato, ogni colore una ragione. Il risultato visivo è ipnotico: quegli interni delle moschee e delle madrasse sembrano quasi digitali, con quel grado di precisione.
Ogni angolo sembra uscito da un’altra epoca. Dai vicoli meno conosciuti alle strade più battute; l’Uzbekistan riesce proprio in questa cosa rara: ti stupisce nei momenti meno programmati e casuali facendoti vivere il viaggio in tutta la sua interezza.

La cultura uzbeka tra mercati e cucina tradizionale
La cultura uzbeka ha un’anima tutta sua legata strettamente alla presenza di mercati e dei piatti cucinati con le materie prime del territorio. I bazar uzbeki non sono per turisti.
O meglio, negli ultimi anni anche i viaggiatori li frequentano ma sono soprattutto attrattive frequentate dai local dove si possono acquistare spezie e frutta secca, tessuti di seta, pane appena sfornato e altre leccornie. L’ospitalità uzbeka è genuina, non performativa. Ti invitano a casa, ti offrono tè, vogliono sapere da dove vieni e cosa pensi del loro paese.
I piatti tipici da provare durante il viaggio
Cosa mangiare qui? Partiamo da un classico: il plov, considerato piatto nazionale. Si prepara con riso, carne di agnello, carote, cipolle e spezie. Viene cotto all’interno di un enorme kazan di ghisa su fuoco vivo. Ogni zona ha la sua variante, così come ciascuna famiglia.
Altra specialità il samsa, la versione uzbeka del triangolo di pasta ripieno cotto nel tandoor. Non perdere nemmeno lo shashlik, spiedini di carne che si trovano ovunque, e la lagman, una zuppa di noodles tirati a mano che sazia come poche cose al mondo.
Perché l’Uzbekistan sorprende più del previsto
Ma perché questa destinazione ti sorprenderà molto più di quanto credi? Nonostante Samarcanda sia patrimonio UNESCO da decenni, l’Uzbekistan non è ancora sovraccarico di turisti.
Questo non durerà per sempre… il Paese ha aperto molto le frontiere negli ultimi anni, il visto è diventato più semplice, i voli diretti si moltiplicano. Ma adesso, in questo momento, c’è ancora una finestra.
Quando andare e cosa aspettarsi dal viaggio
Quando organizzare un viaggio in Uzbekistan? Primavera e autunno sono i momenti migliori. Aprile, maggio, settembre, ottobre hanno temperature umane, luce perfetta, meno caldo disidratante. L’estate uzbeka è brutale: 40 gradi in pieno deserto non sono una battuta. L’inverno è possibile, suggestivo, ma freddo sul serio.
Logisticamente, il Paese è più semplice di quanto si immagini. Ci sono treni veloci tra Tashkent, Samarcanda e Bukhara. L’inglese non è diffusissimo, ma ci si arrangia. La moneta locale, il som, si cambia facilmente. I prezzi sono bassi rispetto agli standard europei. Quello che non bisogna aspettarsi è comodità da resort.
Uzbekistan e i viaggi lungo la Via della Seta
Come visitare l’Uzbekistan? Sicuramente una buona opzione è sfruttare i collegamenti tra Samarcanda, Bukhara e le città storiche senza escludere i mezzi pubblici. Per esempio, potresti sfruttare i treni ad alta velocità che ti aiutano a gestire meglio le lunghe distanze in tempi ragionevoli e senza rinunciare al comfort. Guardare fuori dal finestrino ti dà modo di scattare foto e girare video perfetti per le stories di Instagram.
Aggiungi qualche giorno, se puoi e goditi un itinerario completo dell’Uzbekistan.
Prima di partire per Uzbekistan
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