Dopo le mongolfiere all’alba e i celebri camini delle fate, in Cappadocia il viaggio continua sottoterra. Le città sotterranee della Cappadocia sono un vero capolavoro ingegneristico visto che dobbiamo andare indietro fino alla diffusione del cristianesimo per trovare le prime testimonianze.
Non hanno molto a che vedere con le grotte a cui siamo abituati in Europa, forse potremmo richiamarle di più ai castelli come funzioni di protezione di intere comunità. A essere particolarmente conosciuti sono Derinkuyu e Kaymaklı le città sotterranee della Cappadocia diventate patrimonio Unesco ma si trovano anche altri esempi più piccoli distribuiti sul territorio.
Cosa sono le città sotterranee della Cappadocia
Sono complessi scavati direttamente nella roccia e attirano l’attenzione proprio per il fatto di caratterizzare il paesaggio di questa regione della Turchia; le città sotterranee della Cappadocia sono comparse come spazi da dedicare sia alla quotidianità sia alla protezione e contengono al loro interno angoli per la preghiera, magazzini e corridoi oltre ovviamente a stanze dove vivere.
Alcuni insediamenti si estendono per più livelli sottoterra dando vita a una struttura in cui svolgere le azioni quotidiane andando oltre al semplice rifugio temporaneo.
Perché furono costruite città sotto terra in Cappadocia
Quando il cristianesimo ha iniziato a diffondersi sul territorio chi ha abbracciato questo culto doveva proteggersi, per questo sono stati costruiti luoghi in cui poter vivere senza che dall’esterno qualcuno si accorgesse di questa struttura così complessa e scavata, piano dopo piano, sempre più in profondità. Le origini storiche precise non hanno una data ma gli studiosi hanno notato come le costruzioni potessero avere spazio per pregare, vivere, mangiare e conservare cibo e animali mostrando quindi uno studio per poterci restare a lungo.

Com’era organizzata la vita sottoterra
Scendere in una città sotterranea fa capire subito che nulla era casuale. Gli spazi, distribuiti su più livelli e collegati da tunnel stretti, rispondevano a esigenze precise: sicurezza, ventilazione, acqua e conservazione delle provviste.
Abitazioni, cucine e depositi
Non c’erano grandi arredi o spazi aperti, le stanze erano essenziali e funzionali; accanto agli ambienti abitativi c’erano luoghi di condivisione come cucine, dispense, cantine e zone utilizzate per lavorare e conservare gli alimenti. La parte più importante era gestire fuochi e fumi così da non mettere in pericolo gli abitanti con possibili incendi. Per i depositi, invece, la temperatura del sottosuolo più fresca facilitava la conservazione di alimenti quali vino e cereali.
Pozzi e sistemi di ventilazione
La ventilazione era uno degli elementi più importanti nelle città sotterranee. Una rete di condotti verticali permetteva all’aria di raggiungere i diversi livelli, rendendo possibile la permanenza anche negli ambienti più profondi. Lo stesso valeva per l’acqua. Alcuni pozzi consentivano di rifornire gli abitanti senza dover tornare in superficie, un vantaggio decisivo soprattutto nei momenti di pericolo o durante un assedio.
Porte di pietra e sistemi di difesa
Altro dettaglio da film d’avventura: le gigantesche porte circolari in pietra. Erano dischi pesanti che potevano essere fatti rotolare per bloccare i passaggi dall’interno. Una volta chiusi, i tunnel diventavano difficili da superare per eventuali aggressori. I corridoi stretti, invece, avevano una pura funzione di difesa perché chi entrava era obbligato a procedere con lentezza.
Spazi per animali e scorte alimentari
C’erano persino spazi per gli animali e scorte alimentari, le città sotterranee erano preparate per gestire lunghi periodi d’assedio. Cereali, legumi, vino e prodotti conservabili permettevano di affrontare lunghi periodi di isolamento.

Derinkuyu, la città sotterranea più famosa della Cappadocia
Per chi visita per la prima volta una città sotterranea della Cappadocia, Derinkuyu è quasi sempre il punto di partenza. È la più conosciuta della regione e anche quella che ricorre più spesso quando si parla di questi antichi insediamenti scavati nel sottosuolo.
Il complesso si sviluppa su diversi livelli, ricavati nella roccia morbida. Secondo il Ministero della Cultura e del Turismo turco, questi spazi furono utilizzati anche come rifugio e luogo di difesa durante la diffusione del cristianesimo. Scendendo cambia soprattutto la percezione dello spazio. I corridoi diventano più stretti, le rampe portano sempre più in profondità e la luce esterna, poco alla volta, scompare.
Kaymaklı e le altre città sotterranee
Il secondo nome che risuona è quello di Kaymaklı che somiglia per l’esperienza offerta ma vanta una struttura diversa perché tecnologicamente all’avanguardia grazie al sistema di ventilazione attorno cui viene sviluppata. Il complesso su più piani con stanze e cappelle scavate nel sottosuolo collega gli ambienti tra loro. Oltre ai due nomi più famosi, la Cappadocia conserva altri insediamenti sotterranei e rupestri, alcuni più piccoli e meno frequentati. Derinkuyu e Kaymaklı non sono quindi anomalie isolate, ma parte di un paesaggio culturale modellato dall’uomo per secoli.
Come visitare le città sotterranee della Cappadocia oggi
Visitare una città sotterranea della Cappadocia richiede qualche accortezza, soprattutto perché gli spazi non sono quelli di un normale sito archeologico. Meglio partire dalle scarpe: comode e con una buona presa, visto che tra scale, passaggi irregolari e pavimenti in pietra si cammina parecchio.
Se soffri di claustrofobia presta particolare attenzione, la sensazione è molto simile a quella che si vive attraversando le piramidi. I corridoi sono stretti, le discese ripide e i soffitti bassi: chi patisce gli spazi chiusi potrebbe sentirsi in trappola e forse non apprezzerà l’esperienza.

Se stai organizzando un viaggio in Cappadocia, può essere utile valutare anche una assicurazione viaggio per la Turchia. Una copertura sanitaria può offrire assistenza in caso di problemi di salute o altri imprevisti durante il soggiorno, secondo le condizioni e le garanzie previste dalla polizza scelta.
Un consiglio in più per organizzare l’itinerario? Oltre alle città sotterranee esplora il resto della Cappadocia inserendo nel tuo itinerario valli e punti panoramici così da scoprire l’anima contrastata di questo paesaggio ricco di storia.
Cosa vedere in Cappadocia oltre alle città sotterranee
La Cappadocia merita una visita e non solo per le mongolfiere all’alba e le città sotterranee. Cosa non perdere? Il museo all’aperto di Göreme con le sue chiese rupestri e gli affreschi bizantini oltre a Uchisar dove domina la rocca scavata nella pietra e ovviamente i villaggi di Çavuşin e Ortahisar. Poi ci sono le vallate, tutte diverse tra loro: Rose Valley, Red Valley e Love Valley sono tra le più scenografiche, soprattutto nelle ore in cui la luce è più morbida.
Insomma, oltre alla parte sotterranea che abbiamo scoperto insieme in questo articolo il territorio ha tantissimo da offrire lasciando tutti a bocca aperta con storia, arte e cultura.
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